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Dimpo,
immerso (nel suo tempo libero) nella stesura di un
ponderoso libro sugli ambigrammi, per un po' non
potrà esaudire le numerose e, a volte, esose
richieste. |
H
o usato un ambigramma per scrivere «ambigrams»
e un gioco di parole per definire l’ambigramma che è appunto
un "gioco di parole" credo di aver quinato una locuzione,
come direbbe Hofstadter.
Hofstadter per inciso è quel signore che ha
coniato il termine "ambigramma" che sta a significare una
scritta che può essere letta in più di un verso, il termine
è abbastanza vago e può essere riferito ad un numero assai
ampio di situazioni.
Invito chi volesse saperne di più a
collegarsi con il
bellissimo sito di Paolo Aprea
che tra l’altro rimanda a tutta una serie di altri siti
molto prestigiosi consentendo di avere una panoramica
completa dell’argomento.
Considero Paolo la mia guida spirituale
anche perché essendo un uomo assai pio contribuisce a
dissipare certi fumi sulfurei e vagamente diabolici che
aleggiano intorno agli ambigrammi riportandoli alla loro
dimensione ludica e il gioco, si sa, essendo tipico dei
fanciulli è una pratica innocente per eccellenza.
Personalmente vorrei dare un piccolo
contributo parlando della "utilità degli ambigrammi"; questa
frase è chiaramente un ossimoro come "polvere liquida" ed ha
una sua utilità (utilità della "utilità degli ambigrammi" è
un’altra locuzione quinata) in quanto, se vi occupate di
ambigrammi vi capiterà spesso che qualcuno vi dica:
"bellino! E a che cosa serve?" in effetti non serve a nulla
e questo è un disperato tentativo di convincere il vostro interlocutore
che non siete un eccentrico perdigiorno.
Il
termine ambigramma fu coniato per caso da
Hofstadter nel 1985 ma ciò non significa che gli ambigrammi non
esistessero anche prima, si può notare come moltissimi
simboli possiedano un elevato grado di simmetria che ne
permette la lettura da varie posizioni, basta pensare alla
stella di Davide, alla stessa croce o alla svastica. La
svastica in effetti non ha una simmetria speculare e con i
bracci rivolti in senso antiorario è un antico simbolo
indiano, capita spesso che i nazisti dei giorni nostri
facciano confusione tra i due simboli ma credo che non sia
la cosa peggiore che si possa loro imputare.
La simmetria fa si che il simbolo possa
essere letto correttamente da persone situate in posizioni
diverse, ad esempio disposte in cerchio.
Molte lettere del nostro alfabeto possiedono
una naturale simmetria come la A, la T e la V che si possono
leggere anche allo specchio, altre come la O e la I
hanno una simmetria ancora maggiore e possono essere lette
sia allo specchio che rovesciate, altre non ne hanno affatto
come la S o la Z, che infatti vengono spesso confuse tra di
loro.
Alcune parole, soprattutto palindrome sono " ambigrammi naturali", questo argomento è ampiamente trattato
da Mariano Tomatis nel suo sito.
È interessante notare come la pubblicità
abbia spesso utilizzato loghi che sono sia palindromi che ambigrammi naturali, basta pensare a OMO, AVA, AIA ecc… pare
che ciò faciliti molto sia la lettura che la memorizzazione.
Come
abbiamo detto vi sono molti tipi di ambigramma, i due principali sono quelli speculari e quelli
rovesciati, uso questi termini assai rozzi per facilitare
una pratica e immediata comprensione, una classificazione
più rigorosa si può trovar nei siti che ho citato. A
proposito di simmetrie non oso menzionare la TOPOLOGIA
perché a causa di certe mie frequentazioni col
Vernacoliere
la cosa provocherebbe sicuramente battutacce.
Gli ambigrammi speculari sono quelli che
possono essere letti allo specchio, la cosa presenta una
indubbia utilità, pensiamo ad un ambigramma leggibile della
parola AMBULANZA ( questa è di Paolo Aprea ma ci avevo
pensato anch’io ).
Il vostro nome ricamato sul pigiama potreste
leggerlo allo specchio quando vi fate la barba e questo
risolverebbe molti problemi a chi la mattina non si ricorda
bene come si chiama.
L'ambigramma speculare se stampato su carta
trasparente può essere letto da entrambi i lati e questo
sarebbe veramente utile nelle vetrofanie. Allo stesso modo
un ambigramma speculare se realizzato con lettere "solide"
senza sfondo potrebbe essere assai utile per una insegna.
Gli ambigrammi "rovesciati" sono quelli che
si possono leggere ruotando il foglio di 180 gradi, sono
considerati più "canonici" rispetto a quelli di riflessione
e secondo Hofstadter sono anche più facili da fare. Stampati su una
maglietta potrebbero essere letti anche nel caso che vi
appendessero per i piedi, cosa comunque da evitare. Sono più
adatti per bracciali e tatuaggi che potrebbero essere letti
in varie posizioni reciproche ma non vorrei entrare in
particolari scabrosi.
Gli "ambigrammi"
bifronti, io li chiamo così, rappresentano una parola in un senso e un’altra in
un altro (vedi Topa-Culo), poi ci sono quelli positivo e
negativo,di rotazione, i trigrammi e il mitico tetragramma,
ci stiamo lavorando. Andateveli a cercare.
Rispetto ai palindromi e agli anagrammi, per
i quali esistono programmi al computer che fanno tutti da
soli, l’ambigramma offre
infinite possibilità e non ha limiti. Buon divertimento.
A
prosito di “utilità” io mi sono salvato una ricorrenza con l’ambigramma del nome
di mia moglie Perla con cui ho fatto fare dal mio orafo un ciondolo d’oro tipo
cifre.
Mi
rendo conto che il termine “il mio orafo”può far venire in mente lo Zar o un
signore del Rinascimento, in effetti si tratta di un amico da cui vado spesso a
cambiare la pila dell’orologio.
Comunque
è un autentico artista e il lavoro è venuto bellissimo suscitando l’entusiasmo
della mia consorte , l’invidia delle sue amiche e l’ira dei mariti di quelle che
lo vogliono anche loro.
Il
Chelini ( si chiama così, notare l’assonanza con Cellini) mi aveva chiesto di
fare un link sul mio sito, poi si è sovvenuto di non possedere ne un sito ne una
mail box, se la cosa vi dovesse interessare potete per il momento scrivere a me
che gli passerò la comunicazione.

